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Tra cinema e letteratura

 

  • Brevi considerazioni sul rapporto tra cinema e letteratura

         di Vico Codella, formatore e docente di Linguaggio Cinematografico

 

Come porsi rispetto alla trasposizione di un’opera letteraria in un film?

Sono vari i percorsi da intraprendere. Molti film, soprattutto quelli d’autore, prendono solo spunto dall’opera narrativa e la rielaborano secondo un’idea del regista che realizza così “la sua particolare e originale lettura”.  In questi casi non ha  tanto importanza comparare le due opere quanto indagare nell’opera dell’autore le ragioni di quella sollecitazione espressiva.

Altre volte l’opera letteraria viene seguita quasi alla lettera. Se si tratta di un film commerciale, anche se di buona fattura, il regista si serve del testo di un narratore, aderendovi in linea di massima e cercando soluzioni ottimali per sfrondare, se necessario, il testo scritto, rendendo il film più facilmente fruibile.  Questo impegno del regista deve rendere compatibili con le aspettative dello spettatore  la chiarezza dell’intreccio e i tempi della narrazione. In questi casi quasi sempre il testo cinematografico non è granché originale rispetto a quello letterario, perché i canoni cinematografici riconducono l’opera letteraria, per ragioni di mercato,  a modelli già introiettati dalle platee a livello mondiale.

In alcuni casi il lavoro di uno scrittore si colloca, per ragioni diverse, lungo il percorso dell’autore cinematografico, che intuisce in quell’incontro un dialogo effettivo, in cui due mondi poetici si intersecano e si pongono a confronto. E’ il caso più interessante e più ricco d’implicazioni. Scrittore e regista ricercano ciascuno, a priori o a posteriori, l’immagine di se stesso, e a dir  meglio il proprio immaginario, nella suggestione letteraria e in quella filmica reciprocamente, scorgendo nel diverso linguaggio praticato e sperimentato insoliti riflessi di uno specchio inconsueto. Abbiamo detto reciprocamente perché, anche se non argomento del nostro corso, spesso scrittori di rilievo hanno adottato dal cinema procedimenti stilistici ad esso propri.

Dunque le due opere a specchio, l’una accanto all’altra, l’una di fronte all’altra.

L’accostamento tra opere di diverso linguaggio e il lavoro di analisi conseguente partono dunque in primo luogo  dall’individuare, nella struttura letteraria e in quella filmica, nuclei portanti della storia, problematiche e argomentazioni, per valutare insieme se vi è qualche cambiamento sostanziale nella struttura.  Ad esempio se luoghi, ambienti, periodi rimangono gli stessi, se i personaggi mantengono le stesse funzioni, se l’intreccio segue  la stessa concatenazione, se alcune parti sono state eliminate, se altre sono state aggiunte, se un blocco narrativo è stato disatteso nelle sue intenzioni, se ad una sequenza cinematografica è stato affidato il massimo impatto emozionale, vale a dire il climax della vicenda. Una volta messi in evidenza gli aspetti strutturali, entreremo nella disamina delle valenze linguistiche.

Esamineremo alcune situazioni. Accertato il tema centrale, entreremo propriamente nell’arte della visione.  Come l’immagine traduce l’intenzione dell’autore? Come l’immagine interpreta il testo? Non potremo allora fermarci ai contenuti più immediati, ma dovremo addentrarci nella dimensione visiva e latente, suggerita dalla letteratura con i suoi mezzi; vale a dire che la definizione (sintattica, grammaticale, lessicale ecc.) del testo e la sua “coloritura” (aggettivazione, interpunzione,  forme avverbiali ecc.) dovranno accompagnarci lungo la reinterpretazione visiva dell’uomo di cinema.

Vi sono casi il cui il regista preferisce addirittura abbandonarsi alla letterarietà del testo che viene trascritto tramite la voce narrante, che ritrova le parole stesse dello scrittore ma, anche in quel caso, ed è sintomatico, le immagini subentrano e concorrono per vie proprie a donarci un’ atmosfera, uno stato d’animo, una descrizione di un personaggio o di un evento.

Per chiudere, il nostro obiettivo  principale risiederà dunque nel trasmettere  la diversità e al contempo la ricerca simbiotica di due linguaggi che non possono fare a meno l’uno dell’altro, come tutta la storia del cinema testimonia, scadendo a volte nel teatro filmato, proprio per una mancata assimilazione della peculiarità dei linguaggi.

 

 

  • Articolazione del progetto

 

a)    Lettura del testo letterario        

E’ opportuno che l’opera letteraria prescelta sia nota ai partecipanti, letta e discussa, secondo modalità e tempi che il gruppo deciderà autonomamente, prima del corso o dello stage.

 

b)   Accostamento e messa a confronto del testo letterario e del testo filmico (stage o corso)

Si visiona il film; si procede successivamente al riesame dell’opera letteraria ed al raffronto con l’opera filmica. Il docente fornisce chiavi interpretative; poi, nell’ interazione con il gruppo, si analizzano e si comparano brani letterari e corrispondenti sequenze filmiche alla scoperta delle diverse valenze linguistiche.

n.b. – una articolazione più dettagliata del piano di lavoro verrà fornita a seguito dell’indicazione del testo-film  scelti e della modalità operativa (stage o corso)

 

  • Modalità organizzative e costi

 

a)    Stage:

         Sabato pomeriggio (tre ore) domenica (mattina e pomeriggio per complessive sei ore)

         Docenza:  9 ore -  totale 560 Euro

 

 

Docente dello stage o del corso:  Vico Codella, Presidente dell’A.I.L.C. (Associazione Insegnanti Linguaggio Cinematografico), formatore, regista.