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Continuano le letture critiche nelle scuole

Continua l'attività iniziata dai Lettori Portatili in dicembre presso il Liceo Scientifico di Acquapendente.E continua ancor più carica di motivazioni dopo la bella lettera di riscontro inviataci da Beatrice Stoppacciaro, che pubblichiamo integralmente sia come segno di legittima gratificazione per la nostra associazione e soprattutto per i lettori impegnati in questa attività, sia per le interessanti considerazioni espresse da Beatrice.

"Sono una ragazza del Liceo Scientifico di Acquapendente e il 18 dicembre ho partecipato all'attività dei Lettori portatili, proposta dalla mia scuola. Il brano presentato era tratto da "Il minotauro" di Durrenmatt e, accompagnato da una musica molto suggestiva, veniva  letto da alcuni membri di quest'associazione con molta attenzione, minuziosa cura e forte espressività, tanto da far risuonare all'interno delle quattro mura soltanto le loro chiare voci. È doveroso, ma non scontato, fare i complimenti a voi che siete senz'altro riusciti a trasmettere dei messaggi tutt'ora validi nella società moderna estrapolati da un racconto della mitologia che può sembrare piuttosto lontano ed ancestrale in tutti i sensi. Per quanto mi riguarda, siete riusciti a catturare, senza rendermene conto,  la mia attenzione e a far entrare silenziosamente dentro di me questa storia ed emozionarmi. Nella mente tutte le parole prendevano forma e non era difficile trovarsi nel labirinto di Creta, con le pareti ricolme di specchi, quasi infinito, lucente, ma anche triste, desolato, dominato dalla solitudine, con il minotauro, ossessionato dalla sua natura e punito per quello che è. Durante questi attimi mi sono immaginata subito un labirinto intricato, dove si perde la cognizione del tempo e dello spazio, soffocante, che toglie quasi il fiato, circondato da specchi che riflettono infinte facce di persone che osservano perplesse, indignate, superficialmente. E tutti questi specchi sembrano talmente tanto vicini, tanto numerosi, che finiscono per rinchiudere chi sta in questo labirinto in sé stesso, portando quasi alla follia, alla voglia impossibile di scappare e quindi all'inevitabile rassegnazione. È questo quello che secondo me ha provato il minotauro, essere non accettato, abbandonato a sé, solo, incosciente, timoroso, rassegnato, vittima del proprio destino, della propria natura, incapace di vendicare la propria condizione. Oltre ad essere metafora della vita, fatta di paure, difficoltà, di tante strade diverse che non si incontrano, di fili da inseguire, da ritrovare e riallacciare, quest'immagine kafkiana delle pareti coperte di specchi può essere ricollegata alle persone che si incontrano, che ci stanno quasi addosso senza farci respirare, ossessive e possessive. Senza libertà di scelta, non è permesso conoscere, scoprire, decidere, ma andare solo nella direzione prescelta e tutto ciò che possiamo vedere riflesso è già stabilito, selezionato, tanto da confondere e confonderci.  Oltre alle considerazioni espresse sulla figura del minotauro durante la tavola rotonda, che lo hanno descritto come un essere quasi bipolare, ma incosciente (pensiero che condivido), mi viene da collegarlo anche agli emarginati, a coloro che non vengono accettati per quello che sono e costretti soltanto a reagire d'impulso, creare come una corazza per reagire agli urti senza rendersene conto. Scoraggiati si fidano ormai solo di loro stessi, del proprio luogo, di ciò che li circonda e possono essere facilmente ingannati dalle apparenze. Il momento più suggestivo e commovente è stato quello in cui veniva ucciso il minotauro dalla cattiveria e dalla ragione umana solo con l'inganno: quanto volte anche a noi capita di essere feriti da chi ci mostra affetto, compassione, fratellanza?

Queste sono solo delle piccole e modeste osservazioni che il vostro intervento ha suscitato in me e ho colto al volo il vostro invito a condividerle.

Grazie per questa opportunità.

Cordiali saluti,

Beatrice Stoppacciaro"

Su quest'onda di spunti e stimoli, l'esperienza si ripete

giovedì  31   gennaio

 al Liceo Classico di Montefiascone

Intervento didattico organizzato dall'Associazione “Lettori Portatili” con la collaborazione degli studenti e dei docenti

“Il Minotauro”

(riduzione dal testo di Friedrich Dürrenmatt a cura dei Lettori Portatili)


La storia di Arianna, Teseo e Minosse, del labirinto e del Minotauro, il suo unico abitante, è nota a tutti, ma nella versione di Dürrenmatt la prospettiva cambia radicalmente. Luogo dell’azione è un labirinto di specchi che riflette immagini all’infinito.

Protagonista è il Minotauro, metà uomo e metà toro, sempre al limite della conoscenza, delle sensazioni di passione - gioia, infelicità, paura, tormento- mentre per natura non può provare sensazioni: è sempre sulla soglia delle emozioni che potrebbe provare, se solo sapesse cosa vuol dire provare emozioni.

Un gioco di rimandi tra l’essere e la sua ombra, il corpo e le sue migliaia di copie riflesse, che riproduce l’illusorietà di qualsiasi tentativo di fuga.

Un racconto che corre rapido verso un epilogo drammatico… con i lettori schierati al fianco del presunto mostro.

L’IDEA: Un racconto che mostra l’estrema solitudine del diverso, l’illusorietà di un mondo chiuso nell’immagine e l’incapacità-impossibilità di riconoscersi nell’altro.

IL PROGETTO:

L’intervento didattico prevede la lettura del testo da parte dei “Lettori Portatili” seguìta da una riflessione condivisa con gli studenti in tavola rotonda, e proseguirà  con un laboratorio di scrittura creativa.