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Ancora commenti, impressioni, sensazioni su VOCE IN CAPITOLO

 

VOCE IN CAPITOLO

voce che tace ma non si spegne

Ecco ancora due graditissime testimonianze:


da Federica Volpi

"professionalità, generosità, rispetto...sono le prime tre parole che mi vengono in mente pensando a Francis.

L'incontro con Francis (come anche il laboratorio di lettura ad alta voce che sto "percorrendo" con Elisabetta) è stato per me un'occasione per cominciare ad esplorare e conoscere la mia voce, ad increspare quella superficie a cui ero abituata e che non mi permetteva di sperimentare altri "suoni".

E' stato un incontro "classico" nel senso di Calvino, che parlando dei "classici" dice: <Rileggendo il libro in età matura, accade di ritrovare queste costanti che ormai fanno parte dei nostri meccanismi interiori e di cui avevamo dimenticato l'origine. C'è una particolare forza dell'opera che riesce a farsi dimenticare in quanto tale, ma che lascia il suo seme>.

Sta a noi farlo germogliare"

 

da Roberta Menichetti

"Quatto settimane di tempo per tradurre in parole un’esperienza di conoscenza di sé, di tempo sottratto al rumore e consegnato al silenzio, la prima voce, di Pardeleihan.

Cosa non dimenticherò? Proprio la scelta del silenzio con cui è iniziato e si è concluso il seminario “Voce in capitolo” e poi “ vedo vado stop”, e i passi ad occhi chiusi affidandosi alla guida di uno sconosciuto . Esercizi o metafora del nostro esistere? E’ difficile distinguere il sottile confine tra il teatro e la vita .

La concentrazione richiesta per assumere una parte, leggere o compiere un gesto sul palcoscenico è la stessa che dovrebbe guidare le nostre azioni quotidiane , soprattutto quelle che coinvolgono l’altro. Tutto una recita, dunque ? No, tutto come hic et nunc, dice Francis, essere con tutto se stesso in un gesto in una parola in un compito. Molto più che esercizi di stile, non servono tante parole per capire, basta l’incanto di un canto: “Amazing grace”.

In teoria, dunque, un corso sull’uso della voce e sulle potenzialità inesplorate di questo strumento, in una visione olistica dell’essere , che considera la voce uno degli elementi della nostra espressione del corpo. Quando è possibile sottrarlo al dominio della ragione questo strumento diventa straordinario , pochissimi riescono ad usarlo come sa fare Pardeleihan . In pratica un’ affascinante escursione nel mondo dei liberi.

Resta una sensazione piacevole e una vaga nostalgia , che permane qualche giorno , prima di tornare ad essere completamente padroni e quindi schiavi della nostra ratio."